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“Difendere i diritti della Madre Terra” Dalla fiera EQUA di Genova al negoziato sul clima PDF Stampa E-mail

a Bonn la dichiarazione del G-EQUO: un appello dalle organizzazioni equosolidali di sette Paesi

Durante la Giornata Mondiale della Biodiversità il G-Equo di Genova rilancia sulla necessità di cambiare modello di sviluppo. La dichiarazione verrà consegnata dall'organizzazione equosolidale Fair, presente ai negoziati Onu sul clima come osservatrice, nelle mani delle delegazioni presenti a Bonn

Genova, 5 giugno 2010 - Sette rappresentanti di organizzazioni equosolidali di altrettanti Paesi: Bangladesh, Bolivia, Colombia, India, Messico, Togo ed Italia. Assieme alla Fiera EQUA in corso in questi giorni a Genova per partecipare al G-Equo, forum equosolidale sul commercio equo, sovranità alimentare i diritti della madre terra e sulla tutela della biodiversità.

Un appello comune, nato da un confronto sulle strategie di lotta al cambiamento climatico e di tutela della biodiversità, inviato a Bonn durante i negoziati dell'UNFCCC, la Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite in corso nella città tedesca fino all'11 giugno, e che verrà consegnato nelle mani delle delegazioni ministeriali presenti dall'organizzazione equosolidale Fair, accreditata come osservatrice durante i lavori negoziali.

Le organizzazioni del G-Equo inviano un appello "per mezzo delle organizzazioni nostre partner presenti in questi giorni a Bonn per i negoziati Onu sul cambiamento climatico", chiedendo esplicitamente "che le delegazioni dei Paesi membri della UNFCCC, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, si facciano interpreti delle richieste che da ogni parte del pianeta giungono per un accordo legalmente e operativamente vincolante sulla riduzione delle emissioni di gas serra, sullo stanziamento di risorse per la crescita di un modello alternativo di sviluppo sulla base delle responsabilità storiche e differenziate sulla questione del cambiamento climatico, riconoscendo i diritti della Madre Terra come eticamente e politicamente vincolanti per i negoziati in corso".

"Una dichiarazione importante" spiega Roberta Greco, portavoce del coordinamento ligure, "che mostra come le pratiche equosolidali siano un importante contributo al cambiamento climatico soprattutto in Paesi come il Bangladesh, dove l'impatto del clima sul regime delle piogge e delle piene dei fiumi potrebbe essere devastante, o come la Bolivia che si è resa protagonista di un importante Summit lo scorso aprile a Cochabamba proprio sulla lotta al cambiamento climatico".

A Cochabamba gli oltre 35mila delegati presenti, tra cui diverse delegazioni governative, hanno elaborato una serie di proposte sui diritti della Madre Terra da inserire formalmente nei documenti negoziali in corso a Bonn in questi giorni. Una richiesta non accolta che rischia di allontanare ulteriormente le speranze di un accordo realmente vincolante sul tema del cambiamento climatico.

"La Dichiarazione che consegneremo alle delegazioni presenti a Bonn" conclude Roberta Greco "vuole essere un ulteriore appello perché il percorso negoziale tenga in conto anche le esigenze delle comunità del Sud del Mondo e di quelle maggiormente vulnerabili. La Dichiarazione del G-Equo si unisce a quella di molte reti ed organizzazioni della società civile che già da prima del vertice di Copenhagen stanno chiedendo maggiore attenzione ai diritti della Madre Terra".

LA DICHIARAZIONE DEL G-EQUO DI GENOVA

SULLA TUTELA DELLA BIODIVERSITA'

Noi, rappresentanti delle organizzazioni equosolidali provenienti dal Bangladesh, dalla Bolivia, dalla Colombia, dall'India, dal Messico, dal Togo e dall'Italia e riunitesi a Genova, capitale europea dell'ambiente nei giorni di EQUA il 5 giugno 2010, Giornata Mondiale della Biodiversità

dichiariamo

la necessità di cambiare rotta rispetto ad un modello di sviluppo insostenibile, ineguale ed affamato di risorse che ci sta lentamente portando ad una crisi ecologica, sociale ed umanitaria di dimensioni planetarie;

crediamo

che un nuovo modello di sviluppo debba basarsi sul rispetto dei diritti dell'uomo e dell'ambiente, e più in generale della Madre Terra, dando priorità alle pratiche di sovranità alimentare, di produzione sostenibile, di commercio equo e solidale in cui all'imperativo di competizione si sostituisca il concetto della cooperazione, all'esigenza del consumo si sostituisca la pratica della sobrietà, alla centralità del profitto si sostituisca l'importanza dell'umanità

per questo chiediamo

per mezzo delle organizzazioni nostre partner presenti in questi giorni a Bonn per i negoziati Onu sul cambiamento climatico, che le delegazioni dei Paesi membri della UNFCCC, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, si facciano interpreti delle richieste che da ogni parte del pianeta giungono per un accordo legalmente e operativamente vincolante sulla riduzione delle emissioni di gas serra, sullo stanziamento di risorse per la crescita di un modello alternativo di sviluppo sulla base delle responsabilità storiche e differenziate sulla questione de cambiamento climatico, riconoscendo i diritti della Madre Terra come eticamente e politicamente vincolanti per i negoziati in corso.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 10 Giugno 2010 16:04 )