| L'ultimo resoconto di Fair da Copenhagen |
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Copenhagen 18 dicembre 2009 Nelle bozze, in verità, sugli impegni di taglio delle emissioni non si parla di numeri. Ma dio generiche volontà. Ed i soldi promessi sono pochi, dilazionati nel tempo e soprattutto poco impegnativi. Secondo World Development Movement, membro del network Climate Justice Now!, davanti agli oltre 400 miliardi di dollari richiesti dai Paesi del G77 solo che alcuni giorni fa, vengono offerti da Stati Uniti ed Unione Europea 10 miliardi di dollari (un quarantesimo) per il biennio 2010-2012, provenienti per lo più da linee di finanziamento già esistenti (quindi non nuovistanziamenti) che dovrebbero salire a 100 miliardi di dollari. "Dovrebbero" perché in verità la cifra di 100 miliardi di dollari si riferisce al costo necessario per combattere il cambiamento climatico e non quelli veramente messi a disposizione. Per di più, buona parte delle risorse citate, da 22 a 50 miliardi di dollari) proverranno da impegni che coinvolgeranno sia i Paesi industrializzati sia quelli emergenti, escludendo quindi i Paesi più poveri. Ed intanto, mentre i politici parlano ed i leader non decidono, dei dati raccolti in quattro anni dal progetto Share promosso dal Comitato Evk2Cnr e analizzati nell'ambito di una collaborazione con il Nasa Goddard Space Flight Center aggiungono un'ulteriore preoccupazione sul futuro che ci aspetta. I ghiacciai himalayani sono a rischio di aumento dello scioglimento del 24% rispetto alla velocità normale. "E' una minaccia che grava direttamente su un miliardo e mezzo di persone" affermano gli esperti" e a Copenhagen, nessun atto dedicato ai ghiacciai himalayani pare sia stato inserito nell'agenda ufficiale del Cop 15". Fonte: Altreconomia
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| Ultimo aggiornamento ( Lunedì 11 Gennaio 2010 22:06 ) |



