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Una legge sul commercio equo e solidale anche in Emilia Romagna.
E. Romagna: Assemblea approva legge Commercio equo e solidale L'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna ha approvato il 22 dicembre scorso (contrari Fi-Pdl; An-Pdl e Lega Nord) la proposta di legge, d'iniziativa della giunta, finalizzata a disciplinare gli interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Emilia Romagna. Il provvedimento, illustrato da Gianluca Borghi (Pd), si propone di incentivare lo sviluppo e la diffusione dei prodotti del commercio equo e solidale e di garantire che i prodotti immessi sul mercato con la denominazione di "commercio equo e solidale", scelti proprio per questo dai consumatori, presentino una serie di caratteristiche coerenti con quelle definite a livello internazionale e nazionale. In particolare, all'articolo 5, la proposta elenca gli interventi regionali. Si evidenziano: la promozione di iniziative divulgative e di sensibilizzazione, mirate a diffondere la realtà di questo commercio, anche nelle scuole; la creazione sulla rete internet di un portale regionale su questa tema e la concessione agli enti che rilasciano l'accreditamento per il commercio equo e solidale di finanziamenti per investimenti materiali e immateriali (apertura e ristrutturazione delle sedi, acquisto di attrezzature, arredi e dotazioni informatiche). Il provvedimento, infine, istituisce la giornata del commercio equo e solidale, al fine di favorire la conoscenza e la diffusione di questo tipo di commercio. "Il commercio equo e solidale, caratterizzato da un approccio alternativo al commercio tradizionale, è finalizzato ad ottenere - ha detto Borghi nella relazione - una maggiore equità nelle relazioni economiche internazionali, attraverso migliori condizioni commerciali e sociali per i produttori ed i lavoratori dei paesi in via di sviluppo. Questo permette, ha rilevato Borghi, il pagamento al produttore di un prezzo equo e concordato, che gli garantisca un livello di vita adeguato e dignitoso e, soprattutto, la tutela dei diritti dei lavoratori, sia nelle condizioni di lavoro, con riferimento alla salute e alla sicurezza, sia alla retribuzione, senza discriminazioni di genere né ricorso allo sfruttamento del lavoro minorile". Approvato un emendamento, firmato dallo stesso Borghi, che inserisce nella proposta la "clausola valutativa": l'Assemblea legislativa eserciterà il controllo sull'attuazione della legge. A tal fine la giunta, trascorsi due anni dall'entrata in vigore della legge, e con successiva periodicità annuale, presenta alla commissione competente una relazione sullo stato di attuazione.
Fonte: Il Velino
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